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mercoledì 19 maggio 2010
venerdì 2 aprile 2010
DETERMINANTE NEL LAZIO!!!

Il quadro che emerge dopo le elezioni Regionali vede vincente Berlusconi al centrosud, mentre al nord a fare il pienone è stata la Lega. Nel Lazio, senza La Destra la Polverini non avrebbe vinto e adesso, io voglio il nostro presidente, Teodoro Buontempo, assessore, perché se lo merita. Penso che ci debba essere il giusto spazio per il nostro partito, considerato che siamo stati determinanti per il successo della coalizione. Vedremo, presto parlerò di tutto con la Polverini.
mercoledì 28 ottobre 2009
DOMANI STORACE AD ANNOZERO
Domani sera, in diretta a partire dalle ore 21 e fino alle ore 23,30 circa, sarò ospite di Michele Santoro e della sua trasmissione Annozero, in onda su Rai Due.Insieme a me ci saranno Debora Serracchiani del Pd e due direttori di giornale, Maurizio Belpietro, di Libero e Antonio Polito de Il Riformista.In studio sarà inoltre presente un transgender.Si parlerà, come è facile intuire, del caso Marrazzo.Giovedì 29 ottobre 2009Rai Due“Annozero”Diretta dalle ore 21Ospiti: Storace, Serracchiani, Belpietro e PolitoConduce Michele Santoro
martedì 10 febbraio 2009
10 FEBBRAIO: GIORNO DEL RICORDO
di Francesco Storace
Siamo sconvolti dalla notizia della morte di Eluana. Soffriamo per una triste polemica politica persino tra il presidente della Camera e il capogruppo del PdL al Senato. Fanno pena e dovrebbero stare zitti entrambi. Ci torneremo sulla vita e sulla morte, ma il post di oggi resta sul massacro di un popolo.
***************************************************************
Foibe, 10 febbraio, per non dimenticare. Oggi è il “Giorno del ricordo”, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Lo scopo – come recita l’articolo 1 – è quello di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Una giornata che richiama un sincero raccoglimento, una commozione che deve essere di tutti, patrimonio indelebile della nostra Patria, sentimento comune per ricordare chi nelle foibe, in quelle fosse, in quelle voragini rocciose create dall’erosione di corsi d’acqua profonde anche duecento metri fu martirizzato dall’armata jugoslava.
La Destra, nel volgere il suo pensiero al quartiere Istriano-Dalmata, agli italiani infoibati, vittime innocenti dei comunisti titini, vuole ricordare la pulizia etnica operata sugli italiani di Istria e Dalmazia, pagata con una morte orribile non sempre immediata.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a Trieste e in Istria (sino ad allora territorio italiano) il massacro avvenne per opera dell’esercito comunista jugoslavo, allora agli ordini del maresciallo Tito. 350.000 italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandonarono la loro terra.Migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini.L’orrore di quanto accaduto in quella terra di confine è rimasto per decenni occultato dietro il silenzio e la convenienza politica, come da più parti è stato ammesso, non ultimo dal presidente della Repubblica, Napolitano.
E solo cinque anni fa il Parlamento ha votato la legge che commemora quelle tragiche vicende e io ricordo con orgoglio che un anno prima si era mossa la mia amministrazione, con una legge regionale dedicata alla memoria dei Caduti delle foibe.
Il “Giorno del ricordo” prevede iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado, favorendo, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quei fatti terribili, valorizzando, allo stesso tempo, il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate.
Ai martiri delle foibe, la legge dedica il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata, con sede a Trieste, e l’Archivio museo storico di Fiume, con sede a Roma.
Quella che segna il massacro delle foibe e la perdita di migliaia di vite italiane resta una delle più grandi stragi tra quelle consumate durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Siamo sconvolti dalla notizia della morte di Eluana. Soffriamo per una triste polemica politica persino tra il presidente della Camera e il capogruppo del PdL al Senato. Fanno pena e dovrebbero stare zitti entrambi. Ci torneremo sulla vita e sulla morte, ma il post di oggi resta sul massacro di un popolo.
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Foibe, 10 febbraio, per non dimenticare. Oggi è il “Giorno del ricordo”, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. Lo scopo – come recita l’articolo 1 – è quello di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, dei fiumani e dei dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Una giornata che richiama un sincero raccoglimento, una commozione che deve essere di tutti, patrimonio indelebile della nostra Patria, sentimento comune per ricordare chi nelle foibe, in quelle fosse, in quelle voragini rocciose create dall’erosione di corsi d’acqua profonde anche duecento metri fu martirizzato dall’armata jugoslava.
La Destra, nel volgere il suo pensiero al quartiere Istriano-Dalmata, agli italiani infoibati, vittime innocenti dei comunisti titini, vuole ricordare la pulizia etnica operata sugli italiani di Istria e Dalmazia, pagata con una morte orribile non sempre immediata.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a Trieste e in Istria (sino ad allora territorio italiano) il massacro avvenne per opera dell’esercito comunista jugoslavo, allora agli ordini del maresciallo Tito. 350.000 italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia abbandonarono la loro terra.Migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini.L’orrore di quanto accaduto in quella terra di confine è rimasto per decenni occultato dietro il silenzio e la convenienza politica, come da più parti è stato ammesso, non ultimo dal presidente della Repubblica, Napolitano.
E solo cinque anni fa il Parlamento ha votato la legge che commemora quelle tragiche vicende e io ricordo con orgoglio che un anno prima si era mossa la mia amministrazione, con una legge regionale dedicata alla memoria dei Caduti delle foibe.
Il “Giorno del ricordo” prevede iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado, favorendo, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quei fatti terribili, valorizzando, allo stesso tempo, il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate.
Ai martiri delle foibe, la legge dedica il Museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata, con sede a Trieste, e l’Archivio museo storico di Fiume, con sede a Roma.
Quella che segna il massacro delle foibe e la perdita di migliaia di vite italiane resta una delle più grandi stragi tra quelle consumate durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Per saperne di più: http://www.10febbraio.it/home.htm
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venerdì 6 febbraio 2009
ANIME MORTE
di Francesco Storace
Una Camera dei Deputati di anime morte ha decretato, con il voto dei nominati, l’esclusione dalla competizione per il Parlamento europeo delle forze politiche che erano state sotto il quorum delle politiche.
E’ una lesione della democrazia, è uno schiaffo al pluralismo.Ma non dobbiamo perdere i nervi e anzi occorre ricominciare a tessere con pazienza il filo della politica. Del resto, nessuno aveva previsto un cammino facile per La Destra ed evidentemente è la nostra vita ad essere, diciamo, abbastanza scomoda. Ma si ricomincia.Anche se il mondo è contro.
Venerdì mattina riunirò l’ufficio politico del Movimento, perché poi andrà ampliata la discussione a tutta la struttura territoriale, ragionando su come far male a chi ha preteso di cambiare la carte in tavola a poche settimane dall’inizio della campagna elettorale.Chiederò a tutti chi ci sta. E chi non se la sente non ostacoli il nostro cammino, che non è da tutti avere coraggio.
Cercheremo interlocutori nella politica, nella società, in Europa. Senza troppi scrupoli, che i nostri nemici non hanno.Il blog è a disposizione per sfogarsi, ma il partito è cosa troppo seria, ragione di nuova vita, per accettare discussioni isteriche.La classe dirigente, i militanti tutti, hanno il dovere di reagire ad unsistema che come nelle peggiori repubbliche sudamericane vota in un solopomeriggio una riforma della legge elettorale.
Sarà pure vero che in metà dei paesi europei c’è lo sbarramento e nell’altra metà non c’è; ma è altrettanto vero che in nessun paese europeo si sta discutendo ora la riforma della legge elettorale.Noi non ci buttiamo giù per questo: la missione continua. Con nuove aggregazioni da cercare; senza pregiudizi. Ma con la precisa volontà di fare eleggere nostri parlamentari europei.
Per dare una sonora lezione a chi pretende di annullare la voce di chi non vuole accettare supinamente Lisbona, di chi vuole contrastare l’aggressione cinese alle nostre economie, di chi pretende rispetto per la nostra identità cristiana a partire dal no alla Turchia in Europa.Chi non ci sta, scenda da cavallo. Noi preferiamo galoppare.
Una Camera dei Deputati di anime morte ha decretato, con il voto dei nominati, l’esclusione dalla competizione per il Parlamento europeo delle forze politiche che erano state sotto il quorum delle politiche.
E’ una lesione della democrazia, è uno schiaffo al pluralismo.Ma non dobbiamo perdere i nervi e anzi occorre ricominciare a tessere con pazienza il filo della politica. Del resto, nessuno aveva previsto un cammino facile per La Destra ed evidentemente è la nostra vita ad essere, diciamo, abbastanza scomoda. Ma si ricomincia.Anche se il mondo è contro.
Venerdì mattina riunirò l’ufficio politico del Movimento, perché poi andrà ampliata la discussione a tutta la struttura territoriale, ragionando su come far male a chi ha preteso di cambiare la carte in tavola a poche settimane dall’inizio della campagna elettorale.Chiederò a tutti chi ci sta. E chi non se la sente non ostacoli il nostro cammino, che non è da tutti avere coraggio.
Cercheremo interlocutori nella politica, nella società, in Europa. Senza troppi scrupoli, che i nostri nemici non hanno.Il blog è a disposizione per sfogarsi, ma il partito è cosa troppo seria, ragione di nuova vita, per accettare discussioni isteriche.La classe dirigente, i militanti tutti, hanno il dovere di reagire ad unsistema che come nelle peggiori repubbliche sudamericane vota in un solopomeriggio una riforma della legge elettorale.
Sarà pure vero che in metà dei paesi europei c’è lo sbarramento e nell’altra metà non c’è; ma è altrettanto vero che in nessun paese europeo si sta discutendo ora la riforma della legge elettorale.Noi non ci buttiamo giù per questo: la missione continua. Con nuove aggregazioni da cercare; senza pregiudizi. Ma con la precisa volontà di fare eleggere nostri parlamentari europei.
Per dare una sonora lezione a chi pretende di annullare la voce di chi non vuole accettare supinamente Lisbona, di chi vuole contrastare l’aggressione cinese alle nostre economie, di chi pretende rispetto per la nostra identità cristiana a partire dal no alla Turchia in Europa.Chi non ci sta, scenda da cavallo. Noi preferiamo galoppare.
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